Giovedì primo dicembre si celebrano a Frascati, in provincia di Roma, i 50 anni dalla costruzione del “nonno” dell’acceleratore LHC di Ginevra: quell’Anello di Accumulazione (AdA) che nel 1961 rappresentò la prima macchina al mondo nella quale i fasci di particelle si scontravano frontalmente dopo aver orbitato in un anello. Quel prototipo unico al mondo fu un grande successo dei Laboratori di Frascati (LNF) dell’allora neonato Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). E un lavoro appassionante per centinaia di giovani ricercatori guidati dal fisico austriaco Bruno Touschek.

 

Dopo la costruzione, avvenuta nel 1961, l’anno successiv
o AdA venne trasferito in Francia, al LAL (Laboratoire de l’Accélérateur Linéaire), dove si trovava un acceleratore lineare di alta energia e alta intensità grazie al quale le particelle venivano iniettate in AdA. Questo trasferimento segnò l’inizio della sperimentazione nella fisica delle collisioni tra elettroni e le loro particelle di antimateria, i positroni.

Da allora, sono stati costruiti circa 80 acceleratori di quel tipo (con la collisione tra fasci di particelle) nel mondo. Tra questi, il gigantesco (27 km di lunghezza) LHC al CERN.

Giovedì, per iniziativa dei LNF e del LAL, si terrà a Frascati l’evento celebrativo che inizierà alle ore 10 del mattino ai Laboratori di Frascati con la presentazione del nuovo progetto SuperB (CabbiboLab) per la costruzione di un grande anello acceleratore nella piana di Tor Vergata (Roma): un “figlio futuro” di AdA. Sulla rilevanza del programma di fisica del progetto SuperB, nel pomeriggio, Roberto Petronzio, direttore del CabibboLab, terrà una conferenza divulgativa “1961-2011: da AdA a SuperB” all’Auditorium delle Scuderie Aldobrandini di Frascati.

Nell’occasione le municipalità di Frascati e di Orsay celebreranno un gemellaggio scientifico.

“Gli acceleratori di particelle sono veri e propri velieri della conoscenza”, commenta Umberto Dosselli, direttore dei Laboratori INFN di Frascati. Oggi al mondo ne esistono più di diecimila – prosegue Dosselli – in massima parte dedicati ad attività industriali o della medicina: preparazione di materiali speciali, cure di frontiera di particolari tipologie di tumori, preparazione di radiofarmaci indispensabili alle più avanzate metodologie diagnostiche sono solo alcuni degli esempi dell’importanza degli acceleratori di particelle nella vita di tutti noi. L’INFN, grazie alla sua ricerca, è stato pioniere con AdA di una categoria raffinatissima di queste macchine ed è pronto a spostare, con SuperB, l’asticella della conoscenza ancora più in alto per proseguire i propri studi di fisica delle particelle e per offrire uno strumento di classe mondiale per le sue applicazioni tecnologiche”.

Per il Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso, “Frascati da oltre 50 anni è un luogo centrale della ricerca di base in Italia e a livello internazionale. Il convegno, promosso dall’INFN per celebrare la fondamentale ricorrenza del primo anello di accumulazione elettrone-positrone al mondo, conferma la sua importanza strategica e le capacità progettuali presenti in Italia, che posero il nostro Paese all’avanguardia nella ricerca, solo pochi anni dopo la nascita dei Laboratori Nazionali dell’INFN”. “Quella positiva realizzazione del 1961 – prosegue il sindaco Di Tommaso – ha portato come corollario il forte legame tra Frascati e la Città d’Orsay, dove AdA fu trasferito l’anno seguente, congiungendo idealmente i nostri due territori e alimentando lavori, studi e scambi scientifici. Oggi, a cinquant’anni da quell’evento, insieme al Sindaco d’Orsay e alla Comunità dell’INFN vogliamo celebrare questo gemellaggio scientifico. Dopo il successo ottenuto dai Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare, negli anni si sono accompagnate ulteriori realizzazioni, anche di altri Enti di Ricerca nazionali e internazionali, operanti nel nostro territorio, e che fanno di Frascati il distretto scientifico più grande d’Europa, con oltre 3000 scienziati”.

Per informazioni: BTML2011