Alan Mathison Turing nacque il 23 giugno 1912 e morì il 7 giugno del 1954.

Il 2012 segna il centenario della nascita del grande matematico e logico britannico, “fondatore dell’informatica, crittoanalista, visionario, gay, in anticipo sui tempi”, come si legge nel sito http://www.turing.org.uk/turing/ gestito da Andrew Hodges, autore, nel 1983, del monumentale volume Storia di un enigma. Vita di Alan Turing 1912-1954, tradotto in italiano da David Mezzacapa per Bollati Boringhieri, Torino 1991.
Nel sito si trova anche il testo di una conferenza dello stesso Hodges – pronunciata il 23 giugno del 1998 – in cui è ripercorsa la vicenda scientifica e umana di Turing.
L’artista danese Henrik Olesen ha dedicato una interessante riflessione a Turing http://www.we-find-wildness.com/2011/06/henrik-olesen/ all’interno di una ricerca sull’identità biologica, sessuale, sociale.

Alan Turing ha giocato un ruolo essenziale nello sviluppo del calcolo automatico e nella definizione dei primi calcolatori, durante la guerra la sua esperienza al GCCS si rivelò fondamentale per lo sviluppo delle tecniche di crittografia. Dopo la guerra Turing continuò con la progettazione di un calcolatore rivoluzionario in cui le istruzioni potevano risiedere in una memoria propria e non essere trasferite attraverso le schede perforate. Fu soltanto nel 1950 che riusci a realizzare il suo ACE (Automatic Computing Engine) composto da 1450 valvole e dalla stupefacente velocità di clock di 1MHz, nello stesso anno definì quello che diventerà il test fondamentale per la verifica dell’intelligenza artificiale.
Il test di Turing consiste in un umano a cui viene chiesto di interrogare un interlocutore remoto senza sapere se si tratti di un umano o di una macchina. Turing era convinto che se, dopo un ragionevole periodo di tempo, la persona che poneva le domande non fosse stata capace di distinguere le risposte della macchina da quelle dell’altra persona, la macchina in qualche modo poteva considerarsi “intelligente”.
Nel 1990 Hugh Loebner in collaborazione con il Cambridge Center for Behavioral Studies (Massachusetts) ha istituito il Loebner Prize, una competizione sull’intelligenza artificiale ispirata proprio dal test di Turing dove viene premiato il robot che mostra di avvicinarsi di più alle caratteristiche umane.  Elbot della Artficial Solutions è il programma che al momento ha raggiunto il risultato migliore nelle prove, sul sito dedicato è possibile provare l’esperienza di una chiacchierata artificiale http://www.elbot.com/
Altro indirizzo dove provare l’esperienza di un chatterbot è http://cleverbot.com/

Qui un video di un esperimento del Cornell’s Creative Machines Lab della Cornell University  di New York in cui vengono messi a confronto due chatterbot (programmi di intelligenza artificiale colloquiale).